È tempo di bilanci

Eccoci arrivati al mese di giugno: il “capolinea” dell’anno scolastico! È tempo di bilanci: è normale alla fine di un percorso fermarsi e fare una verifica su com’è andato l’anno, cosa abbiamo imparato e cosa ci resterà di tutte le tante esperienze vissute. E allora abbiamo dato la parola agli alunni, i primi interessati, per sapere il loro parere. Ecco qualche loro risposta:
- È quasi finita la scuola e sono un po’ triste, ma se penso che ci rivedremo a settembre sono di nuovo felice.
- Quest’anno ho imparato a sintonizzarmi con me stesso, con i miei amici, con quelli che pensavo che non mi volevano e invece sì! Ho anche imparato a rispettare di più l’ambiente e a usare il telefono e il computer con calma.
- Quest’anno a scuola ho imparato di tutto: le moltiplicazioni, le divisioni, l’h, a scrivere in corsivo,… ma soprattutto a essere buona con gli altri.
- Ho imparato che è più bello e divertente stare tutti insieme.
A proposito del tema “Sintonizzati” che ha fatto da filo conduttore per tutte le attività dell’anno scolastico, alcuni alunni dicono:
- Ho capito che sintonizzarci vuol dire incontrarci e parlarci un po’ di più.
- Sintonizzarsi vuol dire rispettare le regole perché così si va tutti d’accordo e si sta meglio insieme.
- Significa aiutare le persone, ascoltare gli amici, i genitori e anche gli insegnanti.
- Sintonizzarsi vuol dire che se uno è triste, io gli tiro su il morale!
- Vuol dire stare in compagnia, senza rifiutare nessuno, non sporcare in giro e non picchiare.
Tutti gli alunni concordano nell’affermare che è stato un anno bellissimo, qualcuno dice persino meraviglioso! Le motivazioni sono diverse: le gite, il campetto, i compagni, gli insegnanti,… tutto ha concorso a rendere anche quest’anno - come dice qualcuno – indimenticabile!

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Buona lettura

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È tempo di bilanci

Eccoci arrivati al mese di giugno: il “capolinea” dell’anno scolastico! È tempo di bilanci: è normale alla fine di un percorso fermarsi e fare una verifica su com’è andato l’anno, cosa abbiamo imparato e cosa ci resterà di tutte le tante esperienze vissute. E allora abbiamo dato la parola agli alunni, i primi interessati, per sapere il loro parere. Ecco qualche loro risposta:
- È quasi finita la scuola e sono un po’ triste, ma se penso che ci rivedremo a settembre sono di nuovo felice.
- Quest’anno ho imparato a sintonizzarmi con me stesso, con i miei amici, con quelli che pensavo che non mi volevano e invece sì! Ho anche imparato a rispettare di più l’ambiente e a usare il telefono e il computer con calma.
- Quest’anno a scuola ho imparato di tutto: le moltiplicazioni, le divisioni, l’h, a scrivere in corsivo,… ma soprattutto a essere buona con gli altri.
- Ho imparato che è più bello e divertente stare tutti insieme.
A proposito del tema “Sintonizzati” che ha fatto da filo conduttore per tutte le attività dell’anno scolastico, alcuni alunni dicono:
- Ho capito che sintonizzarci vuol dire incontrarci e parlarci un po’ di più.
- Sintonizzarsi vuol dire rispettare le regole perché così si va tutti d’accordo e si sta meglio insieme.
- Significa aiutare le persone, ascoltare gli amici, i genitori e anche gli insegnanti.
- Sintonizzarsi vuol dire che se uno è triste, io gli tiro su il morale!
- Vuol dire stare in compagnia, senza rifiutare nessuno, non sporcare in giro e non picchiare.
Tutti gli alunni concordano nell’affermare che è stato un anno bellissimo, qualcuno dice persino meraviglioso! Le motivazioni sono diverse: le gite, il campetto, i compagni, gli insegnanti,… tutto ha concorso a rendere anche quest’anno - come dice qualcuno – indimenticabile!

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La scuola come luogo di quotidiana accoglienza

La scuola come luogo di quotidiana accoglienza

Il tratto della "quotidianità" connota la pedagogia dell'accoglienza quale noi la intendiamo.

Accogliere, infatti, è il tratto permanente del nostro agire educativo, l'opzione di fondo della nostra progettualità pedagogica e didattica. Questa scelta deve trovare concreta espressione in una scuola che sia per tutti "casa ospitale" in cui ciascuno, senza discriminazioni, possa sentirsi accettato così com'è e invitato a partecipare ad una relazione educativa fatta di amore competente, capace di motivarlo, di coinvolgerlo e di proporgli ciò che meglio risponde ai suoi bisogni di formazione.

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Tempo di Pasqua

Che succede in un negozio di occhiali? Di solito ci va chi fatica a vedere, non riesce bene a mettere a fuoco, ha bisogno di un aiutino per poter gustare la realtà così come è veramente ... E' ciò che vorremmo fare in questo tempo di quaresima in cui desideriamo "scacciare i demoni", opporci al male, lottare contro il maligno che ha degli occhiali attraverso i quali ci mostra una realtà spesso deformata ... è furbo e ci fa vedere bello anche ciò che non lo è.

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