AL VIA… IN SINTONIA!

E’ suonata la prima campanella.
Il cortile della scuola è colmo di genitori, di bambini, di attese, di speranze, di futuro.
I primi giorni di scuola sono carichi di emozioni, a volte contrastanti: impazienza, ansia, felicità, voglia di ritrovarsi e di raccontare le avventure estive, ma anche, perché no, un po’ di malinconia per le vacanze appena trascorse.
E’ bello osservare i ragazzi sorridere, parlare, abbracciarsi e credere che questa sintonia e desiderio di creare legami profondi li possa sempre accompagnare.
Già… SINTONIA…una parola dal suono dolce il cui significato intrinseco è proprio “accordo di suoni”.
“SINTONIZZARSI” vuol dire mettersi sulla stessa linea d’onda, armonizzare i propri pensieri e sentimenti con quelli degli altri. Allora proviamo ad immaginare la nostra scuola come un’orchestra, i nostri bambini e ragazzi come le note sul pentagramma e gli educatori come gli strumenti che danno voce alla loro sinfonia. Ogni nota è necessaria, ogni strumento importante: spartito e strumento devono intonarsi l’uno all’altro per poter dare vita all’armonia scritta sulla partitura.
Un anno scolastico, però, è lungo e può succedere che, per diversi motivi, si possa stonare, si possano attraversare momenti di stanchezza e di crisi che non devono spaventare. “Crisi” vuol dire passaggio, spesso investito di valenza negativa, ma se si riflette sul significato profondo del termine è possibile cogliere una sfumatura positiva in quanto opportunità di riflessione, di discernimento, di evoluzione.

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Buona lettura

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AL VIA… IN SINTONIA!

E’ suonata la prima campanella.
Il cortile della scuola è colmo di genitori, di bambini, di attese, di speranze, di futuro.
I primi giorni di scuola sono carichi di emozioni, a volte contrastanti: impazienza, ansia, felicità, voglia di ritrovarsi e di raccontare le avventure estive, ma anche, perché no, un po’ di malinconia per le vacanze appena trascorse.
E’ bello osservare i ragazzi sorridere, parlare, abbracciarsi e credere che questa sintonia e desiderio di creare legami profondi li possa sempre accompagnare.
Già… SINTONIA…una parola dal suono dolce il cui significato intrinseco è proprio “accordo di suoni”.
“SINTONIZZARSI” vuol dire mettersi sulla stessa linea d’onda, armonizzare i propri pensieri e sentimenti con quelli degli altri. Allora proviamo ad immaginare la nostra scuola come un’orchestra, i nostri bambini e ragazzi come le note sul pentagramma e gli educatori come gli strumenti che danno voce alla loro sinfonia. Ogni nota è necessaria, ogni strumento importante: spartito e strumento devono intonarsi l’uno all’altro per poter dare vita all’armonia scritta sulla partitura.
Un anno scolastico, però, è lungo e può succedere che, per diversi motivi, si possa stonare, si possano attraversare momenti di stanchezza e di crisi che non devono spaventare. “Crisi” vuol dire passaggio, spesso investito di valenza negativa, ma se si riflette sul significato profondo del termine è possibile cogliere una sfumatura positiva in quanto opportunità di riflessione, di discernimento, di evoluzione.

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La scuola come luogo di quotidiana accoglienza

La scuola come luogo di quotidiana accoglienza

Il tratto della "quotidianità" connota la pedagogia dell'accoglienza quale noi la intendiamo.

Accogliere, infatti, è il tratto permanente del nostro agire educativo, l'opzione di fondo della nostra progettualità pedagogica e didattica. Questa scelta deve trovare concreta espressione in una scuola che sia per tutti "casa ospitale" in cui ciascuno, senza discriminazioni, possa sentirsi accettato così com'è e invitato a partecipare ad una relazione educativa fatta di amore competente, capace di motivarlo, di coinvolgerlo e di proporgli ciò che meglio risponde ai suoi bisogni di formazione.

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Tempo di Pasqua

Che succede in un negozio di occhiali? Di solito ci va chi fatica a vedere, non riesce bene a mettere a fuoco, ha bisogno di un aiutino per poter gustare la realtà così come è veramente ... E' ciò che vorremmo fare in questo tempo di quaresima in cui desideriamo "scacciare i demoni", opporci al male, lottare contro il maligno che ha degli occhiali attraverso i quali ci mostra una realtà spesso deformata ... è furbo e ci fa vedere bello anche ciò che non lo è.

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