Tutto vuoto. Vuote la aule. Vuoto il cortile. Vuoti i corridoi.


Tutto vuoto. Vuote la aule. Vuoto il cortile. Vuoti i corridoi.
Tutto vuoto. Vuote la aule. Vuoto il cortile. Vuoti i corridoi.
Bianche le pagine che di solito raccontano la vita della nostra scuola.
In realtà, nascosto o quasi, c’è un gran fermento.
Non senza fatica e neanche senza difficoltà, la scuola sta dicendo ai nostri alunni: ci sono! In modo inconsueto, strano ma c’è.
Ed è la risposta non solo al diritto di ciascuno all’istruzione, ma soprattutto a quel forte desiderio di quotidianità e vicinanza che tutti stiamo vivendo.
Le lezioni in presenza, online, con i ragazzi più grandi hanno portato la vitalità dei saluti festosi, dei volti curiosi, il desiderio di tutti di rivedersi. “Mi manca la scuola…” fa pronunciare a tutti questo momento. Con commozione. Mi manca la scuola che è un mi mancano le persone, gli incontri, i compagni, anche i prof. dicono. Per loro c’è la possibilità di un tempo almeno un po’ strutturato - alle nove si inizia con un calendario preciso – in tanto tempo vuoto che caratterizza queste giornate. Piccoli assaggi di una normalità che è venuta meno.
Per i più piccoli lo stare online in diretta diventa più difficile. Per loro si apre un mondo costruito dalla creatività di maestri e maestre che stanno mettendo in gioco tempo e risorse per raggiungere tutti, ogni giorno.
La scuola c’è. Uno spiraglio di vita. Offre, con tutto il suo impegno e anche con i suoi limiti (chi poteva essere preparato?), il suo contributo per sostenere la fatica di un periodo che nessuno si sarebbe mai aspettato.