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CONSEGNATO AL PROFESSOR TIEGHI IL PREMIO “FAIR PLAY ALLA PROMOZIONE”

CONSEGNATO AL PROFESSOR TIEGHI IL PREMIO “FAIR PLAY ALLA PROMOZIONE”

Nel corso della cerimonia tenutasi in occasione della “Giornata Internazionale Fair Play 2017”, il Professor Antonio Tieghi ha ricevuto dal Panathlon International Club di Como il “Premio Fair Play alla Promozione Filippo Saladanna 2017”.
Ecco qui di seguito i meriti per cui il Professor Tieghi è stato premiato:

PREMIO FAIR PLAY ALLA PROMOZIONE “FILIPPO SALADANNA” 2017
Antonio Tieghi
Per la profonda convinzione e professionalità nell’insegnamento dell’attività sportiva come fondamento nella crescita dei giovani, anteponendo i principi educativi del Fair Play a discapito dei risultati.
L’educazione sportiva al rispetto delle regole, dei propri compagni al pari degli avversari, delle decisioni arbitrali e soprattutto con i più piccoli l’insegnamento al gioco come momento di divertimento e non di protagonismo o esasperazione di rivalità.
Persona saldamente ancorata ai propri principi, che da decenni si dedica all’insegnamento del minibasket utilizzando lo sport come veicolo educativo di primaria importanza, insegnando lo spirito di convivenza, sacrificio e autonomia nella gestione del proprio carattere per affrontare gli anni dell’adolescenza e della maturità accompagnati da valori indelebili.


Complimenti Professor Tieghi!
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BENVENUTO, FUTURO!

BENVENUTO, FUTURO!

Domenica 19 novembre, 2^ domenica dell’ avvento ambrosiano, l’arcivescovo di Milano card. Pini, ha celebrato in Duomo la santa Messa invitando il mondo della scuola. Anche noi eravamo là fra le tantissime persone che hanno raccolto l’invito. Ci è stato affidato un compito che svolgiamo volentieri: portare nella nostra scuola, a tutti coloro che con diversi ruoli la vivono, il saluto, il pensiero, le benedizione del nostro arcivescovo.
Benvenuto, futuro! E’ stato questo il ritornello dell’omelia che ci ha dedicato. Siamo noi, gente di scuola, a proclamarlo ogni giorno, ci ha ricordato. Siamo noi che abbiamo a che fare con i bambini, con i ragazzi, noi con il nostro lavoro, la nostra passione , la nostra fatica a esclamare “Benvenuto, futuro!”
A noi viene chiesto di accompagnare i ragazzi a vivere come protagonisti la loro vita e quel pezzetto di storia che toccherà loro i attraversare.
Benvenuto, futuro! Anche se avvertiamo che nel futuro non ci sono solo promesse ma anche minacce. Ma la minaccia non è per fare paura piuttosto per spingere alla conversione e all’impegno: non possiamo permetterci di perdere una generazione, non possiamo permetterci di perdere nessuno.
Benvenuto, futuro! Senza retorica , senza ingenuo ottimismo, senza la presunzione di chi pretende di essere il protagonista e l’artefice onnipotente della sua storia perché confida nella sua scienza, nella sua ricchezza, nella potenza della tecnologia.
Benvenuto, futuro! Noi crediamo che Dio opera nella storia come alleato del desiderio degli uomi e delle donne di essere felici.
Benvenuto, futuro! Non si tratta della corsa che insegue la novità per la novità, ma del percorso audace e saggio che si appassiona all’impresa di custodire il mondo e di renderlo più abitabile.
Benvenuto, futuro! Un futuro che si alimenta della cultura ce fa tesoro del passato e si forma sulla sapienza per non piegarsi agli idoli del presente, per resistere alla seduzione dell’apparenza.
Benvenuto, futuro! Noi siamo cultori di una sapienza che aiuta a SPERARE!
Queste le parole che vogliamo conservare nel cuore.
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GRAZIE RAGAZZI!

GRAZIE RAGAZZI!

“Chi vuole venire sabato mattina ad aiutare per l’open day?”
La risposta? “Io!” “Io!” “Io” e una folla di mani alzate. E così sabato sono stati loro, i ragazzi, i veri protagonisti dell’open day. Hanno accolto con professionalità gli ospiti, li hanno intrattenuti nei diversi laboratori che offrivano occasioni per toccare con mano percorsi e attività del lavoro quotidiano della nostra scuola.
Hanno eseguito brani musicali, guidato i ragazzi in esperimenti di scienze, illustrato percorsi artistici e letterari, scambiato quattro chiacchiere in lingua inglese offrendo tea e dolcetti e poi giocando in lingua tedesca. Hanno affiancato i nuovi nel laboratorio di informatica e nelle attività di matematica.
Il risultato? Una festa di colori e di simpatia all’insegna dell’impegno e di quel senso di appartenenza che permette di arrivare a scuola volentieri.
Grazie ragazzi!
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I Comix

I Comix

Da qualche settimana i Comix stanno lavorando. Vorrebbero raccontare qualche breve storia attraverso i fumetti o qualche semplice video. Per ora abbiamo provato a raccogliere idee, a buttarne tante e tenerne alcune, a sminuzzarle fino a creare uno storyboard e abbiamo realizzato il nostro video di presentazione. Pochi secondi che però ci hanno costretto a pensare da quante piccole mosse nasce un movimento. Ha veramente un sacco di difetti che comunque ci hanno già aiutato a capire come dobbiamo lavorare. Speriamo che il prossimo lavoro vi possa davvero stupire.
Noi dei Comix ci ritroviamo il sabato alle 9:30 fino alle 10:30 presso la scuola media.
Il primo video che abbiamo realizzato è la nostra presentazione ed a questo ne seguiranno altri con nuovi argomenti.
Volete comunque vedere il nostro primo video?
Ecco il link:
https://youtu.be/u8oVGJ9_vHk

BUONA VISIONE E
…SEGUITECI!
I Comix
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Facciamo il Pane

Facciamo il Pane

Con le classi seconde A-B abbiamo creato il Pane.
Questo laboratorio è stato pensato per spiegare la Chiesa come Sale (qualcosa che da sapore alla nostra vita, condimento) Acqua (che unisce in questo caso gli ingredienti e permette di creare l'impasto ma che nella realtà Cristiana purifica e santifica) e Lievito (qualcosa che trasforma).
Per dimostrare questo abbiamo realizzato il pane in classe, ognuno ha deciso una forma, un ingrediente proprio e personale e così abbiamo impastato. Poi abbiamo osservato come il nostro panino, focaccina, pizzetta cambiava proprio grazie al lievito, potremmo dire si trasformava. Abbiamo portato a casa il nostro impasto condito e pronto da cuocere.
Infine avevamo due possibilità: o condividere in famiglia il nostro risultato oppure portarlo a scuola il giorno dopo da condividere con i compagni.
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SCADENZA ADEMPIMENTI IN TEMA DI OBBLIGO VACCINALE

SCADENZA ADEMPIMENTI IN TEMA DI OBBLIGO VACCINALE

Come è noto il Ministero della Salute ha introdotto l’obbligo di sottoporre alle vaccinazioni i minori di età compresa tra 6 e 16 anni.
(vedi avviso)
I genitori esercenti la responsabilità genitoriale, i tutori o i soggetti affidatari dei minori dovranno consegnare entro il 31 ottobre 2017 in Segreteria i documenti necessari ad attestare lo stato vaccinale del minore.
Segnaliamo che Il Dirigente scolastico ha l'obbligo di comunicare alla ASST competente la mancata presentazione della documentazione da parte dei genitori.
Si prega pertanto, nel caso in cui non si avesse ancora provveduto, di consegnare in segreteria entro il 31 Ottobre 2017 il certificato vaccinale oppure l'autocertificazione in allegato.
(allegato)
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Dal cancello della scuola al cancello di casa

Dal cancello della scuola al cancello di casa

lUna recente sentenza della Corte di Cassazione stabilisce che all’uscita della scuola media i figli possono oltrepassare il cancello per andare a casa solo se c’è un adulto responsabile che si fa carico del loro riaccompagnamento. Ovvero: hai 14 anni, magari sei alto 1 metro e settanta, forse hai già baciato una ragazza, quasi certamente da almeno tre anni possiedi uno smartphone, probabilmente hai già navigato in siti per adulti, però….
Però, sappi che per legge camminare quei 300, 400 magari 800 o 1000 metri nella tua comunità che separano il cancello della tua scuola dal tuo cancello di casa….. rappresenta un pericolo che non puoi affrontare da solo.
Probabilmente la scuola, avendo una legge che definisce che non è sua responsabilità occuparsi del ritorno a casa dei figli preadolescenti, potrà dotarsi di un alibi di fronte a quei genitori che, qualora succeda qualcosa al loro figlio, si sentiranno meglio scaricando su presidi e docenti le responsabilità. Ma siamo sicuri che di fronte ad un incidente nel percorso da casa a scuola (e viceversa) l’unica preoccupazione che dobbiamo avere è definire di chi è la colpa? Con questa legge la scuola potrà dire: colpa della famiglia. Prima di questa legge, la famiglia puntava il dito contro la scuola e diceva: tutta colpa tua.
Come adulti, invece, l’unica preoccupazione che dovremmo avere è quella di interrogarci su quali sono le competenze intorno alle quali educare i nostri figli affinchè in preadolescenza siano in grado di gestirsi in autonomia e sicurezza un percorso scuola-casa riducendo il proprio rischio di trovarsi coinvolti in pericoli prevenibili. Ciò che è prevenibile va insegnato e fatto apprendere ai nostri figli. Ciò che non è prevenibile, accadrà comunque, anche se fuori dal cancello ci sono una mamma o un papà a ritirare il proprio figlio per riaccompagnarlo a casa.
Il vero pericolo, in questo momento, è che come adulti non siamo più capaci di riflettere sui processi educativi in modo sano. Se succede qualcosa ad un minore, l’unica cosa che gli adulti sanno fare è avviare il processo della colpevolizzazione. “E’ tutta colpa della scuola” dicono i genitori e la scuola è più che autorizzata a rispondere: “No, è tutta colpa della famiglia”. In questo modo, ciò che dovrebbe essere un’alleanza educativa, si trasforma in un conflitto costante. E mentre noi ci facciamo la guerra al piano alto della relazione educativa, loro – i nostri figli e i nostri studenti – che abitano al piano basso non comprendono che cosa realmente ci si aspetta da loro. Se chiedono di tornare a scuola da soli, vengono fermati sul cancello perché la legge non glielo permette. Se rinunciano a crescere in autonomia e competenze e rimangono sempre piccoli, vengono poi raccontati come dei “bamboccioni” senza speranza, che non sanno gestire un passo fuori dalla porta di casa senza richiedere il supporto protettivo della famiglia di origine.
E’ un vero paradosso e il problema – ahimè – siamo noi. Siamo noi adulti che negli ultimi 20 anni non abbiamo saputo costruire per i nostri figli un sano equilibrio tra il loro bisogno di ricevere protezione e la necessità fisiologica di fargli esplorare il mondo, la vita e le relazioni che stanno fuori dalla porta di casa, dalla zona di sicurezza dove è sempre disponibile il conforto e la cura offerti dalla presenza rassicurante di mamma e papà.
Siamo noi adulti che abbiamo rinunciato a tollerare l’ansia di vedere un figlio che a 11 anni può anche uscire dal cancello di casa non accompagnato per andare a scuola, in palestra, in oratorio, a giocare da un amico. Che abbiamo deciso che un preadolescente non può girare in città in bicicletta, perché è troppo pericoloso. Che abbiamo smesso di tollerare quell’ansia fisiologica che ogni adulto deve imparare ad autoregolare quando un figlio diventa grande e non può più essere presidiato da mattina a sera dall’occhio vigile dei genitori che lo proteggono e si prendono cura di lui. Così abbiamo messo nelle loro mani dei guinzagli elettronici che facciamo squillare in ogni momento per verificare dove sono, cosa fanno e sì – in fondo lasciatemelo dire, perché questo è il motivo per cui così tante volte li chiamiamo in ogni momento del giorno – anche per essere sicuri che sono vivi.
In questo modo però i nostri figli hanno imparato da noi che la loro città, la loro comunità, il loro quartiere è un posto pericolosissimo, dove si stenta a sopravvivere, dove non si può mai diventare autonomi. Dove , per assurdo, è diventato impossibile tornare a casa da scuola non scortati dai genitori.
Ma i figli non hanno bisogno della “scorta” per diventare grandi. Hanno bisogno di competenze e di crescente autonomia. Che solo noi adulti possiamo insegnargli. Però, per farlo, ci vuole tempo. Ci vuole pazienza. Ci vuole energia. E ci vuole anche una sana dose di fiducia negli altri e nella buona sorte. Non si può crescere un figlio nella paura. Lo si può invece crescere se si fonda il proprio progetto di vita sulla speranza.
Ecco, forse bisogna ripartire da qui, per essere buoni adulti oggi. Bisogna avere più speranza e meno leggi a tutela del nostro senso di colpa di essere educatori inadeguati. Bisogna avere più alleanze tra adulti e meno conflitti. Bisogna credere che i nostri figli non siano dei bamboccioni perché questo è il solo modo per non trasformarli in tali.
E sì, in fondo, bisognerebbe avere più biciclette e meno smartphone.
Auspico una sentenza della Cassazione che obblighi i genitori dei preadolescenti a mandarli a scuola tutti i giorni in bicicletta. Che definisca multe e sanzioni in caso di iperprotezione di minore. Che definisca reato il conflitto scuola-famiglia. Che eventualmente stabilisca un’età minima per legge, al di sotto della quale non si può possedere uno smartphone, come è già stato fatto per alcol e tabacco.
Insomma auspico un mondo dove ci siano gli Adulti.
Quelli con la A maiuscola. Quelli veri. di Alberto Pellai
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Coop per la Scuola e Amici di Scuola ESSELUNGA - edizione 2017

Coop per la Scuola e Amici di Scuola ESSELUNGA - edizione 2017

Cari Genitori e simpatizzanti dell’Istituto Santa Marta.
Siamo lieti di annunciarvi che l’iniziativa di Coop Lombardia “Coop per la Scuola” e di ESSELUNGA “Amici di Scuola che l’anno scorso, grazie alla vostra infinita generosità, ci ha permesso di ricevere in regalo una LIM ed un proiettore, è stata confermata anche per questo anno scolastico.
Dal 31 agosto al 13 dicembre 2017 tutti coloro che faranno acquisti nei punti vendita di Coop Lombardia riceveranno un bollino ogni 10 euro di spesa effettuata.
Facendo invece la spesa presso ESSELUNGA dall’11 settembre al 5 novembre si riceverà alla cassa i buoni Amici di Scuola.
Collezionando i bollini ed i buoni, la nostra Scuola potrà richiedere alcuni premi scelti fra un’ampia gamma di prodotti multimediali e all'avanguardia,  attrezzature sportive, kit creativi per laboratori e strumenti formativi.
I bollini o le schede complete possono essere consegnati agli insegnanti oppure in segreteria.
Grazie a tutti!
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Presi in castagna!

Presi in castagna!

Come di consueto, anche quest'anno i bambini della scuola Primaria hanno dato il loro caloroso benvenuto all'Autunno con una rigenerante passeggiata nei boschi in cerca di castagne. Con grande entusiasmo e collaborazione, la raccolta è avvenuta nei giorni di Mercoledì 4 e Giovedì 5 Ottobre. Le numerose castagne sono state infine degustate da tutti i bambini Mercoledì 11 Ottobre nel cortile della scuola grazie al prezioso aiuto di alcune mamme e di altri collaboratori. Lo stretto contatto con la natura e il desiderio di stare insieme hanno creato la cornice ideale per trascorrere un pomeriggio di gioia. leggi tutto