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La scala del mistero

La scala del mistero

Non c’è alunno del Santa Marta che non si sia chiesto con curiosità e inquietudine dove porti la scala collocata subito dopo la portineria all’inizio del corridoio di destra.
Fu così che un giorno la 2°A decise di porre fine al mistero. Escogitò un piano infallibile per scoprire cosa si nascondeva in fondo a quei gradini vietati a tutti gli alunni.
Del resto correvano delle strane voci. C’era chi sosteneva che lì sotto venissero inviati in casi eccezionali alcuni ragazzi. Ognuno di loro era ritornato cadaverico, bianco in volto come un vampiro, incapace di emettere alcun suono, avanzando insicuro con lo sguardo perso nel vuoto. Solo dopo qualche ora incominciava a riprendersi ma nessuno, proprio nessuno, aveva mai raccontato nulla di quanto gli era accaduto, di cosa aveva visto o sentito .
Venerdì 13 Novembre gli 11 ragazzi della 2°A erano in fibrillazione, adrenalina allo stato puro. Confusi tra la folla di genitori e fratelli che arrivano a scuola alle ore 16 per portare a casa i bambini della scuola elementare , i nostri 11 approfittarono per nascondersi nei più svariati angoli dell’istituto. Qualcuno era rintanato nel bagno del secondo piano,qualcuno era mimetizzato dietro i PC dell’ aula di informatica, uno nell’armadio della classe 2A ,uno nella biblioteca di suor Giacinta ed era in preda ad un attacco di panico. Mai vista la biblioteca? Il luogo del terrore: ogni scaffale delinea un labirinto poco illuminato per via delle tapparelle socchiuse. L’ambientazione ideale per un film horror.
Lo squillo della campana delle 18 che invita le suore ad andare in cappella era il segnale atteso. Trascorso qualche minuto, come zombie richiamati dal rintocco della mezzanotte, uscirono dai lori nascondigli silenziosi, quatti quatti senza provocare alcun rumore. “Qui moriamo tutti” sussurrò Giorgio soffocato da un coro di “SSSSTTTTT!” Si ritrovarono nell’atrio dei distributori di merendine e, senza proferire parola, come da piano prestabilito, si incamminarono strisciando contro i muri. Ad ogni angolo, Tommaso si affacciava furtivo per controllare che i corridoi fossero sgombri. Alle 18 e 18 erano lì, davanti alla porta della scala del mistero.
Dal vetro smerigliato filtrava solo il buio. Tutto era zitto. Non una parola. Non un sussurro. Non un rumore. Francesco si appollaiò come un falco sulla sedia della portineria per tenere sotto controllo il video delle diverse telecamere di sicurezza, pronto per lanciare un eventuale allarme.
I volti degli 10 erano in continuo movimento come se fossero assaliti da un nugolo di zanzare nel tentativo
di controllore se qualcuno li stesse osservando. Il corridoio era libero. Si poteva passare alla fase b del piano. Toccava ai due Davide il compito di aprire la porta. “The Pozzi” eroicamente appoggiò la mano sulla maniglia, la spinse con decisione ma fu “Novati The grytted” a spalancarla. Buio. Buio. Buio. Si riusciva a vedere solo buio. Mattia accese la torcia del telefono e cercò di fare luce. Bisognava cominciare a scendere lungo i primi scalini. “La morte, vedo tutti morti!”. Era sempre Giorgio a parlare.
E le femmine? Dove erano finite nel frattempo?
Francesco le aveva appena avvistate nel monitor. Come da accordi, erano arrivate a scuola entrando dal cancello secondario dell’istituto e ora erano ormai alle spalle dei nostri eroi. Nessuno dei ragazzi della 2^ a voleva perdersi un’ avventura simile, così tutti erano ammassati fuori dalla fatidica porta. Maglie nere, pantaloni neri, scarpe nere, cappello o cappuccio nero, viso bianco. Totalmente bianco, come se il sangue si fosse fermato un po’ prima. Giorgio … No Giorgio no. Sergio allungò un piede, appoggiò titubante la mano sul muro, esplorò con l’altro piede il gradino per rendersi conto della dimensione e proseguire. Adagio adagio superò sette gradini. Dietro di lui un ammasso nero informe lo seguiva. Le femmine erano aggrappate l’una all’altra e trattenevano a fatica i gridolini isterici che avrebbero lanciato a pieni polmoni. Uno lo lanciò per tutti Giorgio che intanto ripeteva ancora “Moriremo tutti!” Nel silenzio risuonavano lo strisciare dei passi e il rimbombo di così tanti cuori. Dopo dieci gradini, la scala svoltava a sinistra e un altro gradino portava dritto alla stanza sconosciuta. Martina richiamò al silenzio: bisognava sentire se lì dentro ci fosse qualcuno. La paura pietrificò le bocche, quasi come per magia.
Edoardo all’improvviso spalancò la bocca come se volesse gridare ma non ne uscì alcun suono. Fermo, immobile, puntò con un indice tremante qualcosa appeso alla parete. In un attimo 38 occhi erano fissi lì. Illuminato dalla torcia, appariva un lugubre quadro che ritraeva il volto dallo sguardo vuoto di un ragazzo, sicuramente un alunno. Una vittima? Uno dei tanti che erano passati di lì per punizione? Uno di quelli che, riemersi dalla scala, non avevano saputo raccontare niente? “Ve l’ho detto. Quello è già morto e adesso tocca a noi!” commentò pessimista Giorgio. Immediatamente le femmine cominciarono a fare supposizioni e in un attimo arrivarono alla conclusione che in quel luogo si celasse davvero qualcosa di macabro. Riccardo urlò senza voce e a intermittenza: “Rosse … lì… macchie ... per terra… sangue… rosso sangue...”
Giorgio cadde a terra semisvenuto ma nessuno si occupò di lui perché tutti erano impegnati a stringersi l’un l’altro come per difendersi da un attacco mortale.
“AHHHHHH! “ urlò senza freni Alessandro “Una lama!” e Tommaso completò :“Non una lama, un’alpaca!!!” ma questa volta nessuno rise. Il coltello era conficcato nello spiffero laterale della porta, immerso in una sorta di liquido rossastro che Lucia ipotizzò fosse sangue coagulato. Giorgio, che si era appena ripreso, svenne di nuovo.
Non sapeva che il peggio doveva ancora arrivare. Lorenzo guardava curioso Lucrezia che teneva fra le mani un oggetto strano. “Ommammma … oemmegi… ossignur… ma è … è … è….” “Un d-i-t-o!” concluse schifata e insieme inorridita Chiara che si trovava sul fascio di luce di Mattia. Lucrezia allargò le mani di scatto e fece cadere l’inquietante reperto che finì tra le mani di Giorgio. Justin Bieber ,così si crede il Giorgio della situazione, perse definitivamente i sensi.
La paura era ora per tutti angoscia. Giorgia lanciò un urlo incontenibile subito seguito da un tonfo che sembrava annunciare una valanga. Alcuni scatoloni caddero per terra e liberarono parte del loro contenuto: una polvere bianca sottilissima. Droga? Cocaina? I ragazzi dunque venivano drogati?
Sofia disse: “Lo dicevo io che quelle della prof Mauri non erano caramelle!”. “Io ne ho presa una!” si lamentò con voce piagnucolante Alessandro. “E si vede!” aggiunsero tutti in coro!
“Io un po’ l’assaggio” pensò ad alta voce Tommaso. Detto. Fatto. Chissà come mai fra il pensare di fare i compiti e mettersi a farli c’è un oceano, tra il pensare di fare una cavolata e farla trascorre la metà di un secondo. Tommaso si chinò e immerse la mano nella polvere bianca, la portò alla bocca e la leccò con gusto, con uno sguardo goloso e curioso. “Ma sei fuori?!” lo rimproverò Margherita. Tommaso cominciò improvvisamente a dondolare sui piedi barcollando, gli occhi erano persi nel vuoto, strabuzzati all’indietro. L’iride sembrava sparita e uno strano colore verde acido gli inondava le guance. Era letteralmente sconvolto. Si appoggiò al muro circondato da tutti i compagni. “E’ in overdose” spiegò Sergio scuotendo la testa con aria di disapprovazione. “E’ zucchero!” gridò Tommaso. “No, è Justin Bieber!” sussultò in un millesimo di secondo Giorgio risvegliato dal richiamo di quel nome che gli ricordava il cantante.
Poi subito svenne nuovamente. A questo punto l’istinto da assaggiatore che Davide aveva allenato quotidianamente per anni esplose. Il suo sguardo si incollò fisso sulla macchia rossa che in quell’istante Mattia aveva senza saperlo illuminato. Prima che Pozzi lo fermasse, Davide aveva già gustato, ingerito e assimilato quello che si pensava fosse sangue. “ A regà, ma questa è marmellata!” All’istante il gruppo delle femmine si avventò sul mostruoso dito appartenuto a chissà chi con un fondato sospetto: cos’era in realtà? Davvero un dito mozzato?
I maschi nel frattempo erano impegnati nello spaccio di … zucchero a velo. Con un gesto di estremo coraggio, Sofia assaggiò il dito. Dito?! Dito o pandispagna? Uno squisito pandispagna decorato. Restava un ultimo indizio che poteva giustificare tanto mistero: il coltello. Con grande perplessità i 19 cercarono di trovare soluzione.
Il coltello aveva delle tracce rosse sulla lama, tracce … assolutamente deliziose. Ancora la stessa domanda: dannatissimo sangue o succulenta marmellata?
A quel punto era possibile formulare un’ipotesi. Lo fece Alessandro. “Se la droga è zucchero a velo, se il sangue è marmellata, se il dito mozzato è pan di Spagna qui siamo di fronte a una pasticceria, altro che giallo!!!”.
Proseguì Martina che aggiunse: “ Tutto ha inizio con un libretto sulla scrivania della preside, poi finisce con il dolce”.
Sergio, rimuginando con il mento fra le dita e lo sguardo volto verso l’alto, pensieroso, disse: “E se in realtà tutto fosse un premio? Se il libretto fosse dalla preside per una nota di merito e non per un castigo?”
Gli risposero Pozzi e Francesco, che cominciarono a battibeccare tra di loro. Franceso gli aveva raggiunti.
“Eggià … e tornano tutti pallidi e sconvolti?”
“Ma noi non lo sappiamo se tutti, proprio tutti sono tornati in quelle condizioni.”
“Piano piano...proviamo a ricostruire la scena del … delitto.”
“O della scorpacciata?”
“Dunque potrebbe succedere così: un alunno viene convocato in presidenza per un premio. La preside lo affida alla bidella che lo accompagna fino al termine della fatidica scala, lo invita poi ad aprire la porta e lì trova una tavola imbandita con dolci e ogni squisitezza.”
“Non ho ancora capito però perché sono pallidi e sconvolti!”
“Beh ma se tu finissi nel regno dei dolci, non ti faresti una grande abbuffata? Per me qualcuno ha fatto così e si è ritrovato con nausea e pallore in volto.”
Pozzi alla fine esclamò: “Ma va, non è possibile! Non capisci proprio niente!” e diede uno spintone al povero Francesco, che perse l’equilibrio e andò a sbattere contro un armadio. Le ante si aprirono e rivelarono un ben di dio di dolci, torte e prelibatezze. Ecco svelato il mistero!
Giorgio concluse in maniera saccente: “Ecco, io l’avevo capito fin dall’inizio!”
Tommaso intervenne immediatamente: “Ma cosa stai dicendo, se sei svenuto più di dieci volte?!”. Tutti scoppiarono in una fragorosa risata.
Il finale non è proprio quello di un giallo, ma piuttosto quello di un film per bambini troppo fifoni per reggere la paura.
I ragazzi della 2A però avevano imparato una cosa: nella loro scuola tutto funziona in modo originale, dalla presidenza si passa direttamente in pasticceria! leggi tutto

KANGOUROU DELLA LINGUA INGLESE: RIECCOCI ALLE SEMIFINALI!

KANGOUROU DELLA LINGUA INGLESE: RIECCOCI ALLE SEMIFINALI!

Anche quest’anno tre alunni della scuola secondaria di primo grado hanno passato la prima fase del concorso nazionale del Kangourou della Lingua Inglese, organizzato da Kangarou Italia, in collaborazione con Cambridge University Press e riconosciuto dal MIUR, categoria WALLABY, guadagnandosi l’accesso alle semifinali che si terranno all’inizio di aprile. Complimenti a Vincenti Federico, Censi Morini Francesca e Erasmi Gaia che hanno affrontato le prove di reading e listening ottenendo risultati positivi!! Avanti tutta, volate alla prossima gara!!! leggi tutto

Ritiri spirituali

Ritiri spirituali

Questa settimana le classi delle medie stanno effettuando dei ritiri spirituali in preparazione alla Pasqua ad Eupilio presso il centro dei ritiri spirituali dei padri Barnabiti. Le classi riflettono sull’importanza del silenzio e del valore dell’ eucarestia con padre Damiano, il quale racconta anche la testimonianza di vita di Gianluca Firetti, un ragazzo che all’ età di diciott’ anni, colpito da una grave malattia, cambiò il suo modo di vivere e di intendere il valore della vita. La sua testimonianza è raccolta in un libro che racchiude un inno “alla forza di non arrendersi” .
I ragazzi possono anche sfogarsi nel grande parco che la casa offre, dove si può anche godere di un bellissimo panorama sul lago di Pusiano.
All’ inizio i professori raccontano la storia di Giona, un ragazzo che è stato chiamato da Dio per diffondere la sua parola, la storia di questo profeta è presentata in maniera simpatica tramite un fumetto.
Si trascorre una mattinata di riflessionre all’ insegna della leggerezza, della condivisione e dello stare insieme con i compagni e la natura.
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QUARESIMA

QUARESIMA

Carissimi,
con la presente, noi della Caritas Ambrosiana, certi della vostra disponibilità e generosità, chiediamo la consueta raccolta di generi alimentari e di prima necessità durante la quaresima per sensibilizzare bambini e genitori ai bisogni delle oltre 80 famiglie che quindicinalmente si rivolgono a noi volontari.
Vi chiediamo pertanto la raccolta di:
- zucchero nella 1 SETTIMANA;
- olio nella 2 SETTIMANA;
- detersivo per bucato nella 3 SETTIMANA;
- pelati nella 4 SETTIMANA;
- tonno durante la 5 SETTIMANA.
- biscotti per la colazione, latte nella 6 SETTIMANA.

Grazie infinite
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GIRASOLI  IN ALLEGRIA

GIRASOLI IN ALLEGRIA

Si potrebbe definire il Carnevale come la festa più variopinta dell’anno, dove il gioco, lo scherzo e la finzione diventano, per un po’, una regola.
Si tratta di una delle ricorrenze più diffuse e popolari del mondo, basti pensare alla notorietà di cui godono eventi come il Carnevale di Rio o quello di Venezia che non mancano di attirare milioni di turisti. Ma cos’è il Carnevale? Da dove nasce la sua tradizione?
Il termine “Carnevale” deriva dalla locuzione latina “carnem levare” ovvero, letteralmente, “privarsi della carne”. Si riferiva all’ultimo banchetto che tradizionalmente si teneva l’ultimo giorno prima di entrare nel periodo di Quaresima e quindi nel “martedì grasso” che precedeva il “mercoledì delle ceneri” e ciò ha valore per i paesi di Rito Romano.
Diverso è invece il periodo del Carnevale Ambrosiano, la cui particolare durata , ( finisce infatti con il “sabato grasso”, quattro giorni dopo rispetto al tradizionale martedì), probabilmente sembra risalire ad un pellegrinaggio del vescovo Sant’Ambrogio che aveva annunciato il suo ritorno “In tempo per celebrare con i milanesi le Ceneri”. A causa del suo ritardo, la popolazione posticipò il rito alla domenica successiva per attendere il suo Pastore, “modificando” la consuetudine carnevalesca.
E noi, al “Santa Marta”, potevamo non festeggiare Carnevale?
Anche noi tutti della Scuola Primaria abbiamo festeggiato il “giovedì grasso” insieme . Per riprendere il “tema dell’anno”, eravamo un immenso “campo di girasoli” che con la loro consueta, colorata, raggiante, festosa e solare allegria ha sorriso, giocato, ballato, scherzato e recitato le poesie a tema per tutti. E’ stato un pomeriggio in compagnia, che ci ha permesso con semplicità di trascorrere tutti noi insieme alle suore e i nostri insegnanti alcune ore nel divertimento.
Quindi, dopo il “sabato grasso”, lasceremo il Carnevale alle spalle. Inizierà la Quaresima. Sarà per noi un periodo che ci porterà a riflettere sul nostro vivere cristiano, in attesa di celebrare, nella gioia che ci appartiene, la Resurrezione di Gesù.
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Educare oggi è ancora possibile: per fortuna ha vinto il "Si"

Educare oggi è ancora possibile: per fortuna ha vinto il "Si"

C’eravamo anche noi insegnanti ieri sera. Non stiamo a raccontare della fatica ad uscire di casa. Non è mai la sera giusta. Accidenti, chissà perché, è sempre quella in cui si è più stanchi.
Per fortuna poi ha vinto il “Sì, vado”
Come tutti i genitori presenti, abbiamo ascoltato il relatore, dr. Aceti, senza perdere nemmeno un frammento del suo discorso. Abbiamo riso a voce alta quando tuonava ( e non è un’esagerazione, tuonava proprio) le sue certezze senza mezzi termini. Riso ancora quando, per fare esempi, tratteggiava situazioni tanto vere da sentircisi dentro. Abbiamo ascoltato quasi con timore quando , sempre con la sua voce che sicuramente superava le pareti , scuoteva i pensieri indicando problemi e suggerendo idee.
Abbiamo ascoltato commossi quando, e la voce calava di tono, ci regalava immagini cariche di fede e fiducia .
E ciò che il dr. Aceti ci aveva anticipato ad inizio serata si è avverato: “L’incontro poteva dirsi ben riuscito se alla fine ci saremmo sentiti più contenti”. E così è stato.
Per fortuna c’eravamo.
Grazie, dr. Aceti.
Gli insegnanti
P.S. e per l’uscita quindicinale ci stiamo organizzando!!!
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La nostra giornata sull’alimentazione sana

La nostra giornata sull’alimentazione sana

Alzi la mano chi crede che la pasta rossa sia fatta con …. gli acquarelli!
Alzi la mano chi pensa che l’agar sia …..un cosmetico o una medicina!
E se vi dicessimo che i piatti possono sciogliersi?
Oggi abbiamo capito che, se mangiamo bene, cresciamo sani! Esistono paste colorate, fatte con legumi o verdure, alghe che ci arricchiscono di minerali, cosmetici biologici senza profumi per chi ha intolleranze o allergie. Tanti sono gli alimenti che possono essere consumati anche da persone che hanno disturbi alimentari. Nella breve lezione di oggi abbiamo imparato anche a riconoscere i diversi tipi di carne, di legumi, ad individuare i conservanti contenuti negli alimenti e a scegliere ciò che è più salutare per il nostro corpo.
Gli alunni delle classi prime e seconde (scuola secondaria di primo grado)
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Un benessere senza Spreco

Un benessere senza Spreco

L’Istituto Santa Marta ha deciso di aderire al progetto “Un benessere senza Spreco” di Coop. Per le classi terze della scuola secondaria è stato scelto il tema “Occhio al consumo” che ha come obbiettivi: analizzare il nostro stile di vita e distinguere tra i bisogni concreti e quelli meno importanti; approfondire le modalità per ridurre, recuperare, riutilizzare e riciclare i rifiuti; analizzare il ciclo di vita di un prodotto e verificare il suo impatto ambientale e sollecitare scelte di consumo più consapevoli.
Il percorso proposto fa riflettere sulle complessità ambientali ed energetiche legate alla produzione dei beni e ha una durata di tre incontri di due ore (il primo e il terzo in classe, il secondo presso il punto vendita Coop).
Durante il primo incontro, svoltosi nella nostra aula dalle ore 9 alle ore 11 di venerdì 20 gennaio, abbiamo incontrato la signora Gabriella che fa parte dell’associazione Pandora, ente che si occupa di sensibilizzare gli alunni delle scuole riguardo a questi temi. Con lei, in un primo tempo, abbiamo avuto un momento di condivisione sul tema degli sprechi personali. Sono emersi diversi aspetti: dalla troppa acqua consumata per la doccia al televisore lasciato accesso tutta notte, dalla mezza mela sprecata per sbucciarla al cibo in eccesso cucinato per le feste.
Poi la signora Gabriella ci ha mostrato alcune slides riguardanti il ciclo di un prodotto, la sua filiera, indicandoci le innumerevoli quantità di alimenti che ogni giorno vengono buttati via per motivi commerciali. Per esempio vengono eliminate circa cinque milioni di mele al giorno partenendo dal produttore, fino ad arrivare a casa nostra.
In seguito siamo stati divisi in gruppi da cinque componenti. Ci è stata consegnata una documentazione relativa alle preferenze culinarie e alle allergie di una ipotetica famiglia che dovevamo interpretare. Uniti, c’erano anche dei consigli inerenti le modalità di risparmio legato sia all’economicità, sia alla durata dei prodotti. Abbiamo creato un “calendario” con giorno e corrispondente consumo, insieme ad una lista della spesa.
Infine abbiamo avuto un ultimo momento di confronto dove abbiamo condiviso le scelte emerse dai gruppi.
Per il secondo incontro, svoltosi al centro commerciale Ipercoop di Mirabello dalle 11 alle 13 di lunedì 30 gennaio, noi alunni, insieme agli insegnanti abbiamo lasciato la scuola intorno alle 10.30.
Appena arrivati Gabriella ci ha accolto in una grande stanza e siamo stati divisi negli stessi gruppi del primo incontro. Il nostro compito era quello di simulare una spesa a basso costo e impatto ambientale, pertanto ci sono state restituite le liste, precedentemente ritirate da Gabriella. Ci è stato raccomandato di non correre nei corridoi, di non danneggiare in alcun modo i prodotti e rispettare i clienti, che hanno la precedenza nell’acquisto di ogni tipo di prodotto. Infine siamo stati invitati a prendere un carrellino rosso dalle casse e inserirvici un numero di ingredienti pari ai componenti del gruppo (nel nostro caso 5).
Durante la spesa, il nostro gruppo ha fatto attenzione al prezzo, alla qualità, tralasciando però un aspetto importante: l’impatto ambientale.
Nell’ultimo momento della mattinata, sempre nella grande stanza, ci siamo confrontati su cosa ogni gruppo avesse comprato, quanto avesse speso, cosa ci fosse nel suo carrellino, se aveva o meno fatto una spesa a basso impatto ambientale. Gabriella, vedendo che nel nostro carrellino c’era un ananas, ci ha spiegato che di quel frutto si scartano foglie, buccia, mangiando solo l’interno, avvisandoci quindi di mangiarlo con consapevolezza, sapendo che arriva da un paese lontano.
Una discussione è sorta sulle fragole, che hanno un impatto ambientale molto elevato perché arrivano da un paese estero, pertanto: vale la pena comprarle? Abbiamo avuto l’occasione di chiarire il concetto di “impatto ambientale” di una qualsiasi merce: se un prodotto proviene da un Paese lontano sarà necessario un trasporto, via mare o via aereo e poi via terra, che comporterà costi maggiori ed un inquinamento dell’ambiente. Un alunno ha risposto che anche se non le mangiamo verranno buttate via comunque; al che, Gabriella ci ha spiegato che se un prodotto non è richiesto, difficilmente ne arriveranno grandi quantità (legge della domanda e dell’offerta); quindi: meno inquinamento per i trasporti e più risparmio economico.
Chiuso questo discorso, ci siamo salutati.
L’ultimo incontro si svolgerà in classe dove riprenderemo gli argomenti trattati nei primi due incontri e ne discuteremo nuovamente.
È stata un’esperienza che certamente ha arricchito ed appassionato tutti noi studenti perché vissuta a diretto contatto con il mondo reale.
Alessandro Bocelli e Pietro Guerini
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L'astrofisico Cilibrasi si racconta

L'astrofisico Cilibrasi si racconta

Marco Cilibrasi è venuto nella nostra scuola per raccontarci un po’ la sua vita da astrofisico e descriverci la sua grande passione.
Ha frequentato il liceo Scientifico ad Erba, poi ha conseguito la laurea triennale alla Scuola Normale di Pisa, dove ancora sta studiando. Questa passione per lo studio dell’Universo è nata da piccolo leggendo libri legati all’astronomia e osservando i pianeti con il telescopio. Ci ha raccontato di essere rimasto colpito da ragazzino dalla figura dell’astronauta Paolo Nespoli e ricorda l’incidente dello Space Shuttle del 2003.
Recentemente Marco ha partecipato alla missione Rosetta e ci ha raccontato del robot “Philae” che doveva ancorarsi sulla cometa ma è rimbalzato in un crepaccio buio, perdendo la possibilità di ricaricarsi attraverso i pannelli solari. Per questa missione Marco ha fatto parte del team che si è occupato di studiare com’erano composti i gas che uscivano dalla cometa.
Ci ha raccontato anche che l’anno scorso il telescopio Kepler ha osservato un pianeta gemello alla Terra, con massa e raggio simili ad essa. Siamo rimasti stupiti nell’ascoltare che gli studiosi hanno scoperto già circa 3000 esopianeti! In questo ambito Marco ha potuto fare una bella esperienza di studio in America l’estate scorsa. Ora si occupa principalmente di studiare come si formano questi pianeti.
Questo incontro è stato per noi molto interessante e vogliamo ringraziare Marco e augurargli tanta fortuna per i suoi studi!!!!
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29-esimo Concorso Presepi per la Diocesi di Milano: Primi Classificati!

29-esimo Concorso Presepi per la Diocesi di Milano: Primi Classificati!

Con grande gioia e soddisfazione vi comunichiamo che il Presepe realizzato dai bambini della Scuola Primaria si è classificato al primo posto nel 29° Concorso Presepi per la Diocesi di Milano nella categoria scuole!

La premiazione avverrà durante la Festa dei presepi di Domenica 15 gennaio 2017 nel Salone Pio XII di via S. Antonio 5 a Milano, sede della Fondazione Oratori Milanesi, dalle ore 15.00 alle ore 17.00.
Tutti i bambini sono invitati con le loro famiglie alla Festa: in tale occasione i presenti saranno chiamati sul palco dalla giuria per l'assegnazione dell'ambito premio.

Un grazie di cuore alla maestra Laura Bolzonella e al maestro Luca che con infinita disponibilità ed il loro prorompente entusiasmo hanno scaldato il cuore di tutti i bambini preparandoli al Natale nel modo più bello ed autentico: la preparazione del Presepe.
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