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Dal cancello della scuola al cancello di casa

Dal cancello della scuola al cancello di casa

lUna recente sentenza della Corte di Cassazione stabilisce che all’uscita della scuola media i figli possono oltrepassare il cancello per andare a casa solo se c’è un adulto responsabile che si fa carico del loro riaccompagnamento. Ovvero: hai 14 anni, magari sei alto 1 metro e settanta, forse hai già baciato una ragazza, quasi certamente da almeno tre anni possiedi uno smartphone, probabilmente hai già navigato in siti per adulti, però….
Però, sappi che per legge camminare quei 300, 400 magari 800 o 1000 metri nella tua comunità che separano il cancello della tua scuola dal tuo cancello di casa….. rappresenta un pericolo che non puoi affrontare da solo.
Probabilmente la scuola, avendo una legge che definisce che non è sua responsabilità occuparsi del ritorno a casa dei figli preadolescenti, potrà dotarsi di un alibi di fronte a quei genitori che, qualora succeda qualcosa al loro figlio, si sentiranno meglio scaricando su presidi e docenti le responsabilità. Ma siamo sicuri che di fronte ad un incidente nel percorso da casa a scuola (e viceversa) l’unica preoccupazione che dobbiamo avere è definire di chi è la colpa? Con questa legge la scuola potrà dire: colpa della famiglia. Prima di questa legge, la famiglia puntava il dito contro la scuola e diceva: tutta colpa tua.
Come adulti, invece, l’unica preoccupazione che dovremmo avere è quella di interrogarci su quali sono le competenze intorno alle quali educare i nostri figli affinchè in preadolescenza siano in grado di gestirsi in autonomia e sicurezza un percorso scuola-casa riducendo il proprio rischio di trovarsi coinvolti in pericoli prevenibili. Ciò che è prevenibile va insegnato e fatto apprendere ai nostri figli. Ciò che non è prevenibile, accadrà comunque, anche se fuori dal cancello ci sono una mamma o un papà a ritirare il proprio figlio per riaccompagnarlo a casa.
Il vero pericolo, in questo momento, è che come adulti non siamo più capaci di riflettere sui processi educativi in modo sano. Se succede qualcosa ad un minore, l’unica cosa che gli adulti sanno fare è avviare il processo della colpevolizzazione. “E’ tutta colpa della scuola” dicono i genitori e la scuola è più che autorizzata a rispondere: “No, è tutta colpa della famiglia”. In questo modo, ciò che dovrebbe essere un’alleanza educativa, si trasforma in un conflitto costante. E mentre noi ci facciamo la guerra al piano alto della relazione educativa, loro – i nostri figli e i nostri studenti – che abitano al piano basso non comprendono che cosa realmente ci si aspetta da loro. Se chiedono di tornare a scuola da soli, vengono fermati sul cancello perché la legge non glielo permette. Se rinunciano a crescere in autonomia e competenze e rimangono sempre piccoli, vengono poi raccontati come dei “bamboccioni” senza speranza, che non sanno gestire un passo fuori dalla porta di casa senza richiedere il supporto protettivo della famiglia di origine.
E’ un vero paradosso e il problema – ahimè – siamo noi. Siamo noi adulti che negli ultimi 20 anni non abbiamo saputo costruire per i nostri figli un sano equilibrio tra il loro bisogno di ricevere protezione e la necessità fisiologica di fargli esplorare il mondo, la vita e le relazioni che stanno fuori dalla porta di casa, dalla zona di sicurezza dove è sempre disponibile il conforto e la cura offerti dalla presenza rassicurante di mamma e papà.
Siamo noi adulti che abbiamo rinunciato a tollerare l’ansia di vedere un figlio che a 11 anni può anche uscire dal cancello di casa non accompagnato per andare a scuola, in palestra, in oratorio, a giocare da un amico. Che abbiamo deciso che un preadolescente non può girare in città in bicicletta, perché è troppo pericoloso. Che abbiamo smesso di tollerare quell’ansia fisiologica che ogni adulto deve imparare ad autoregolare quando un figlio diventa grande e non può più essere presidiato da mattina a sera dall’occhio vigile dei genitori che lo proteggono e si prendono cura di lui. Così abbiamo messo nelle loro mani dei guinzagli elettronici che facciamo squillare in ogni momento per verificare dove sono, cosa fanno e sì – in fondo lasciatemelo dire, perché questo è il motivo per cui così tante volte li chiamiamo in ogni momento del giorno – anche per essere sicuri che sono vivi.
In questo modo però i nostri figli hanno imparato da noi che la loro città, la loro comunità, il loro quartiere è un posto pericolosissimo, dove si stenta a sopravvivere, dove non si può mai diventare autonomi. Dove , per assurdo, è diventato impossibile tornare a casa da scuola non scortati dai genitori.
Ma i figli non hanno bisogno della “scorta” per diventare grandi. Hanno bisogno di competenze e di crescente autonomia. Che solo noi adulti possiamo insegnargli. Però, per farlo, ci vuole tempo. Ci vuole pazienza. Ci vuole energia. E ci vuole anche una sana dose di fiducia negli altri e nella buona sorte. Non si può crescere un figlio nella paura. Lo si può invece crescere se si fonda il proprio progetto di vita sulla speranza.
Ecco, forse bisogna ripartire da qui, per essere buoni adulti oggi. Bisogna avere più speranza e meno leggi a tutela del nostro senso di colpa di essere educatori inadeguati. Bisogna avere più alleanze tra adulti e meno conflitti. Bisogna credere che i nostri figli non siano dei bamboccioni perché questo è il solo modo per non trasformarli in tali.
E sì, in fondo, bisognerebbe avere più biciclette e meno smartphone.
Auspico una sentenza della Cassazione che obblighi i genitori dei preadolescenti a mandarli a scuola tutti i giorni in bicicletta. Che definisca multe e sanzioni in caso di iperprotezione di minore. Che definisca reato il conflitto scuola-famiglia. Che eventualmente stabilisca un’età minima per legge, al di sotto della quale non si può possedere uno smartphone, come è già stato fatto per alcol e tabacco.
Insomma auspico un mondo dove ci siano gli Adulti.
Quelli con la A maiuscola. Quelli veri. di Alberto Pellai
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Coop per la Scuola e Amici di Scuola ESSELUNGA - edizione 2017

Coop per la Scuola e Amici di Scuola ESSELUNGA - edizione 2017

Cari Genitori e simpatizzanti dell’Istituto Santa Marta.
Siamo lieti di annunciarvi che l’iniziativa di Coop Lombardia “Coop per la Scuola” e di ESSELUNGA “Amici di Scuola che l’anno scorso, grazie alla vostra infinita generosità, ci ha permesso di ricevere in regalo una LIM ed un proiettore, è stata confermata anche per questo anno scolastico.
Dal 31 agosto al 13 dicembre 2017 tutti coloro che faranno acquisti nei punti vendita di Coop Lombardia riceveranno un bollino ogni 10 euro di spesa effettuata.
Facendo invece la spesa presso ESSELUNGA dall’11 settembre al 5 novembre si riceverà alla cassa i buoni Amici di Scuola.
Collezionando i bollini ed i buoni, la nostra Scuola potrà richiedere alcuni premi scelti fra un’ampia gamma di prodotti multimediali e all'avanguardia,  attrezzature sportive, kit creativi per laboratori e strumenti formativi.
I bollini o le schede complete possono essere consegnati agli insegnanti oppure in segreteria.
Grazie a tutti!
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Presi in castagna!

Presi in castagna!

Come di consueto, anche quest'anno i bambini della scuola Primaria hanno dato il loro caloroso benvenuto all'Autunno con una rigenerante passeggiata nei boschi in cerca di castagne. Con grande entusiasmo e collaborazione, la raccolta è avvenuta nei giorni di Mercoledì 4 e Giovedì 5 Ottobre. Le numerose castagne sono state infine degustate da tutti i bambini Mercoledì 11 Ottobre nel cortile della scuola grazie al prezioso aiuto di alcune mamme e di altri collaboratori. Lo stretto contatto con la natura e il desiderio di stare insieme hanno creato la cornice ideale per trascorrere un pomeriggio di gioia. leggi tutto

Gita di accoglienza in Val Biandino

Gita di accoglienza in Val Biandino

Classi prime della Scuola secondaria di primo grado in Val Biandino

Qual è il modo migliore per iniziare l’anno scolastico? Studiare, scrivere, ascoltare? Ma non solo!!! Si può anche trascorrere una giornata insieme per conoscersi, immersi nella natura, nel gioco e nella buona compagnia. Abbiamo vissuto una giornata all’insegna della leggerezza, scoprendo nuovi amici, avvistando simpatiche marmotte, acquistando dei buonissimi formaggi di malga e…perché no, gustando uno spettacolare pranzo al Rifugio Tavecchia.
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Enjoy your Life!

Enjoy your Life!

Pronti…..partenza…via!!!
Ed ecco tutti schierati: alunni, insegnanti, (genitori!) , pronti a partire ancora una volta per una avventura che si rinnova ogni settembre, un nuovo anno scolastico fatto di tante gioie (e magari anche di qualche amarezza …) ma che è anche un prezioso segmento nell’affascinante cammino di crescita di ciascuno.
Tanto piu’ che il motto di quest’anno “Enjoy your Life!” suona più che mai colmo di una carica positiva , che riversa su alunni, docenti e genitori l’entusiasmante responsabilità di vivere e condividere l’esperienza ( scolastica e non) portando la propria positività nelle relazioni con gli altri e nella condivisione delle diverse esperienze.
Come sempre la giornata di apertura dell’ anno scolastico è stata dedicata all’accoglienza dei giovanissimi alunni delle classi prime, sia della scuola Primaria che della Secondaria di primo grado, che hanno potuto vivere una mattinata in un clima sereno , diventando protagonisti di attività che favorissero la conoscenza reciproca e l’inserimento nella nuova realtà scolastica.
A tutti “Buon inizio anno!”
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Palloncini…., mongolfiere,… aerei…

Palloncini…., mongolfiere,… aerei…

finalmente eccoli tutti ….. in volo!
Gli alunni delle classi prime hanno affidato il loro viaggio a dei palloncini dai colori vivaci.
Sono arrivati a scuola il primo giorno con i loro zainetti, con il sorriso di chi è accompagnato dalla curiosità , dalla gioiosa aspettativa di incontri belli e di nuove esperienze da condividere.
Ed ecco allora le nuvole azzurre intorno ai palloncini, nuvole che portano con sè librandosi leggere i sogni e le attese che ogni ragazzo ha dentro di sé quando varca la soglia della scuola il primo giorno.
Ma l’inizio di una nuova avventura porta con sé anche tanti timori, paure che chiunque ha vissuto: “Trovero’ degli amici?I proff saranno troppo severi? Ci saranno tanti compiti? Riusciro’ a fare bene?......” ed ecco quindi i sassolini lasciati a terra, mentre i palloncini partono leggeri per raggiungere le nuvole, realizzando sogni ed aspettative!
Le pareti delle due classi seconde, invece, sono decorate da una splendida mongolfiera… qui si parte in gruppo! Il secondo anno è quello in cui si deve capire che il gioco di squadra è importante per raggiungere gli obiettivi e allora… tutti a bordo della mongolfiera! Per partire è necessario liberarsi dei pesi inutili…. tutti quegli atteggiamenti che possono mettere a disagio o far soffrire “l’altro”, quei comportamenti che sono nemici della complicità vincente. Solo così la mongolfiera si stacca dal suolo e può volare tra le nuvole fatte di disponibilità, attenzione e rispetto verso i compagni di viaggio.
E i ragazzi di terza? Qui la meta del viaggio è ancora più ambiziosa e questa volta è necessario prendere un aereo per poterla raggiungere. Perché stavolta si tratta di decollare tenendo presente che la rotta deve puntare verso la realizzazione dei propri sogni. Qui prima di acquistare il biglietto bisogna pensarci bene, riflettere sulle proprie aspettative per plasmare un po’ alla volta il proprio futuro… Ma per fortuna ci saranno dei piloti esperti, delle guide sicure! Gli insegnanti… i genitori….
E allora buon viaggio a tutti, ragazzi! Ad ognuno l’augurio di raggiungere la propria meta, anche se magari con qualche fatica.
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Ciao Carmelina!

Ciao Carmelina!

E si, anche per la nostra Carmelina è arrivato il meritato riposo: la pensione.
Carmelina deve lasciare "le redini" del settore ATA del Santa Marta per dedicarsi finalmente alla sua famiglia.
Si chiude così un pezzo di storia della nostra scuola in cui il lavoro svolto da Carmelina in questi anni di servizio è stato davvero prezioso.
Tutti abbiamo apprezzato la professionalità, l'umanità ed anche l'ironia che hanno contraddistinto Carmelina sia nei rapporti con i colleghi che con i ragazzi.
Le auguriamo un buon proseguimento affinché la pensione non sia un traguardo ma l'occasione propizia per raccogliere i sogni di una vita.
Ciao da tutto il Santa Marta!
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